Sunday, October 28, 2007

Non sono tra gli amanti del cinema a cui piaccioni i remake, tutt'altro.
Sono invece tra gli amanti del cinema, punto.
Per questo motivo, nonostante la mia riluttanza, alle volte mi costringo ad andare a vedere anche qualche remake, sempre che m'ispiri.
L'ultimo che ho visto al cinema e' stato "Invasion".

Prima di fare le mie considerazioni sul film, devo ammettere che il mio amore smodato per "l'invasione degli ultracorpi" (The Body snatchers), il romanzo scritto da Jack Finney nel 1955 e il film omonimo del '56, mi hanno fatto andare al cinema senza grandi aspettative. Un confronto troppo difficile da sostenere sin dalla partenza.
Persino il famoso remake del 1978, "Terrore dallo Spazio Profondo", e' da sempre rimasto scolpito nella mia mente, non giocando, indubbiamente, a favore di quest'ultimo arrivato nella famiglia.
Del resto, l'immagine di Donald Sutherland che emette lo "strano urlo" di allarme in faccia alla protagonista, e' vivida nei ricordi di tutti quelli che in quegli anni, come me, erano bambini. Tanto che, ancora diciottenne, quando andavo in giro con la mia amica Simona e incontravamo persone che si comportavano in maniera strana, gli affibbiavamo il nomignolo di "baccelli", proprio in onore del film.
Ma piu' di tutto, cio' che ti rimaneva impresso della pellicola era la sensazione di angoscia e di alienazione. L'idea di svegliarsi una mattina e pensare: "Oddio! Chi sono queste persone che mi sono attorno? Non di certo la mia famiglia!". L'idea di camminare tra la gente cercando di capire chi ti e' amico e chi nemico. Insomma un ricordo di un bel film, si', ma un ricordo angoscioso. Al punto che, sebbene ancora molto giovane, mi veniva da domandarmi se l'uniformarsi ad un qualcosa, solo perche' lo fanno gli altri, non fosse un atteggiamento da alieni, piuttosto che il contrario.

Pero',alla fine, una volta uscita dalla sala lunedi' scorso, non ero del tutto delusa. Viste le premesse mi sembrava un buon risultato, un punto a favore di "Invasion".
Ma, a distanza di una settimana, devo ammettere che il film non e' stato niente di che. L'unica cosa che vale la pena ricordare e' il dialogo tra il diplomatico russo e il personaggio interpretato dalla Kidman (oltre al fisico di Daniel Craig s'intende ^_~).
Se il film voleva dare un messaggio e' tutto concentrato in quello scambio di battute e niente piu'. Pero' persino il regista s'e' accorto che, sperso li' nel mezzo, sarebbe andato perduto e lo ha rievocato, intelligentemente, nei ricordi dalla Kidman alla fine della pellicola.
 
posted by Federica at 2:32 PM | 0 comments
... e' il titolo dello spettacolo di Paolo Poli che siamo andate a vedere questo pomeriggio alla Sala Umberto.
La trama parla di "sei brillanti giornaliste" (Mura, Masino, Brin, Cederna, Aspesi e Belotti) graffianti seppur amorevoli, acute e combattive, in una carrellata che percorre un secolo attraverso musiche, gag e trovate stravaganti per chi, come me, non e' abituato a seguire Poli al teatro.

Devo ammettere che appena e' cominciato sono rimasta a bocca aperta. Avevo gia' sentito il nome di Paolo Poli e mi ricordavo perfettamente di tutti i complimenti che la gente gli elargiva. Ma, nonsotante questo, quando lo spettacolo e' cominciato e lui e' salito sulla scena sono rimasta a bocca aperta.
"Oh mamma!" ho pensato "E adesso come esco viva di qui?"
E invece... e invece.
La prima parte dello spettacolo, complice la mia ignoranza, non l'ho capita e comunque mi ci e' voluta quell'oretta buona per riprendermi dallo shock delle scenografie che giganteggiavano pressanti, dagli uomini che recitavano tutte le parti da donna come fossimo ancora nell'antica grecia o nel teatro classico giapponese.
Ma la seconda parte.... beh, la seconda parte m'e' piaciuta molto. E devo dire che lui e' un genio.
L'irriverenza verso la chiesa e verso il rapporto uomo-donna e' cio' che me lo ha fatto amare.
Devo dire che la stagione teatrale comincia bene.
 
posted by Federica at 2:13 PM | 0 comments
Ho rifatto uno dei mie sogni folli. Era breve, ma qualifica.... ecco!

Facevo parte di una squadra di persone, del tutto imprevedibili, che avevano lo scopo segreto di custodire alcuni oggetti di importanza vitale (non ci e' dato sapere importanza vitale per chi e per che cosa. Comunque...).
Eravamo una squadra molto eterogenea: uomini e donne di tutte le eta' e persino colore.
Dovevo spostare il mio oggetto, custodito in una vecchia sartoria, per portarlo altrove, un posto piu' sicuro. Ma faccio tardi perche' dovevamo (io e mio marito) riportare a casa i nipoti.
Aspetta che ti aspetta sotto al portone, anche dopo aver citofonato, si e' fatto troppo tardi per trovare la sartoria ancora aperta. Sospiro un po' infelice ma penso che potrei provare lo stesso a suonare al portone e vedere se la vecchia sarta c'e' ancora ed e' disposta aprirmi.
Mi reco li', accompagnata da un uomo oltre la cinquantina, anche lui della squadra. Arriviamo davanti al negozio e mi accorgo che la sarta ci sta aspettando. Cioe', aspetta proprio noi, come se qualcuno l'avesse avvertita. Questa cosa mi fa insospettire, non mi fido piu' del mio accompagnatore: che stesse cercando di fregarmi?
Faccio finta di nulla e torno indietro affermando che ormai e' comunque troppo tardi: "Se ne parlera' domani". Ma la mia intenzione e' un'altra: faro' passare del tempo, poi vedro'.
Quando torno sotto casa della sorella di mio marito, mi accorgo con stupore che un'altra squadra di "custodi" (chiamiamoci cosi') si sta facendo delle foto ricordo, esponendo, come nulla fosse, il proprio numero segreto (o che avrebbe dovuto essere tale) di riconoscimento (tipo 007 per intenderci).
C'era il 2, il 61 di sicuro; degli altri non ricordo. Quello che piu' mi ha colpita e' che ognuno di loro metteva in bella mostra il numero identificativo in forma diversa. Per esempio: il numero due era scolpito in una lastra di metallo luccicante. Il numero 61, invece, era scritto con i pennarelli nero e rosso su un cartoncino giallo e cosi' via...
Scioccata per la loro stoltezza, mi sono svegliata.
Ah, per la cronaca io ero numero 6.

Sai che c'e'? Quasi quasi me li gioco!!!
 
posted by Federica at 1:33 PM | 0 comments
Ebbene si', ieri sera sono uscita a cena con le amiche "streghe".
Streghe si', ma le migliori di tutte. Quelle che scrivono cosi' bene da farti sedere speranzosa davanti al pc per scaricare la posta e trovare una loro "cronaca".

Ma torniamo alla serata.
La pizza era buona, sebbene non fosse niente di eccezionale. Ma la chicca della serata e' stato "il proprietario del locale" che per allietare la festa di compleanno (credo. Sebbene le bomboniere non c'entrassero molto...) di una ragazzina di forse 9 anni, lo ha fatto con canzoni a doppio senso a sfondo sessuale e con le classiche "barzellette zozze".
Ancora non riesco a pensare alla scena della passeggiata romantica senza scoppiare a ridere.
 
posted by Federica at 1:29 PM | 0 comments
Friday, October 26, 2007
... noi (le tue amicizie, diciamo) ti abbiamo vista cambiare.
Ti abbiamo conosciuta introversa e dura (come l'Alrune che ormai e' parte di te), ma poi, in questi ultimi mesi, ci siamo ritrovati ad essere affascinati spettatori di una mirabile trasformazione: sei sempre introversa e forte piu' che mai, ma ora sei anche capace di esprimere tutto quello che provi, mettendoti in gioco senza paura.
"Oibo'!" si e' pensato "E' bello! Si puo' fare senza paura di prendere porte in faccia. E' vero, il rischio c'e' ma e' cosi' grave una risposta negativa?
E poi," cosa piu' importante di tutte "agli amici fa piacere sapere quanto contino per te. E' bello e giusto farlo anche per loro."
Penso che sia per questo che, pian piano, tutti ci si e' messi a dire tutto apertamente.
Nostra eroina!
 
posted by Federica at 9:41 AM | 0 comments
Grazie Fin per avermi rimproverata!
Parlare con te mi ha dato nuovi stimoli per riprendere a scrivere.
Non e' facile... non e' mail facile, ma prometto che m'impegnero' sul serio.
E' vero anche, come dice Marzia, che il lavoro ci stressa e ci appiattisce ma... basta usarlo come scusa!
Ho voglia di riprendere a scrivere come facevo un tempo e magari anche a sognare come facevo un tempo: avete presente quei sogni folli che poi mi premuro sempre di raccontare qui? Beh.. anche quelli mi mancano un po'.
Senza mi sento come senza fantasia, quella mia adorata compagna di viaggi che mi ha permesso di spaziare in lungo e in largo e di consocere, per mia immensa fortuna, molti di voi amici cari.
 
posted by Federica at 5:39 AM | 2 comments
Tuesday, October 23, 2007
Sono due, (che d'ora in poi chiameremo, niente affatto familiarmente, come "unita' 1" e "unita' 2") sono belli (piu' o meno....) ma soprattutto sono comodi. Ma che dico comodi, comodissimi!!!
Unita' 1 giace come un nullafacente in salone, nell'angolo piu' bello del salone, quello con la finestra ampia che illumina tutto, quello con la libreria di fronte, insomma quello intimo.
Unita' 2 lavora in ufficio, orario continuato, otto ore al giorno e anche piu' alle volte. Unita' 2 ospita anche gli amici, non e' molto morbido ma e' comodo e rilassante tanto che persino i clienti lo adorano. Arrivano a prendere la merce, lo guardano e ci si siedono. Evidentemente devono testarlo. Sembra sempre di loro gradimento. C'e', persino, chi apre il giornale e si mette a leggere. Per lo piu' parlano, si sistemano meglio e parlano di nuovo.
E' confortante sapere che stanno bene, si vede che sono a loro agio. Fa piacere...
Unita' 1, il nullafacente, trasmette la sua aura anche a chi ci si accomoda sopra. E' cosi' comodo che gli amici adorano dormirci su. Lo fanno spesso. Entrano in casa, salutano (perche' noi gli si vuole bene davvero agli amici :-D Belli loro, i nostri amici!!!) e si accomodano. Due pacche li' sul cuscino di fianco, una al bracciolo e giu' sdraiati!
*buon riposo!* penso.
Spesso le giornate sono cosi' dure che e' bello concluderle rilassati con chi ti vuole bene davvero.

Insomma il divano in ufficio e' speciale perche' fa sentire a casa la gente e quello del salone, anche se non ama lavorare, beh... lui ti abbraccia e non vuole lasciarti andar via!!
 
posted by Federica at 6:09 AM | 0 comments
Thursday, October 18, 2007
Ecco... che dire? E' al telefono con il centralino di fastweb e si esprime in questa maniera: "Se il contratto lo prevede, lo prevede no? Che vuol dire: "chi ha compilato il modulo"? Il vostro agente, mi pare ovvio. Se lui non lo ha flaggato il problema e' vostro, no? E poi, mi scusi, essendo previsto nel contratto, non dovrebbe essere "flaggato di default"?"

Mah! Fate un po' voi!!!
 
posted by Federica at 8:21 AM | 0 comments
Wednesday, October 17, 2007
Poiche', oltre ad essere una vecchia ciabatta, sono anche molto curiosa... esploro, esploro ed esploro. Finche' non sono finita su Yahoo Answer.
Su Yahoo Answer si fanno domande e si ottengono risposte. Niente di complicato e soprattutto un posto virtuale accessibile a tutti.

Devo dire che c'e' di tutto in quella comunita' online, ma questa qui sotto e' una perla di domanda.

"aiuto...in inglese...?

ciao raga..vorrei un'aiuto in inglese...nn riesco a tradurre queste frasi...
ieri david si è svegliato alle 7.
è arrivato in ritardo a scuola.
il preside nn lo ha fatto entrare in classe
david è andato a fare una passeggiata
ha incontrato un amico al mecdonals
sono andati a giocare alla play station2

aiutatemi perfavore...grazie in anticipo
al primo che mi aiuta 10 punti assicurati..
ciao"

Che dire? Un bel po' di cose direi...
Prima di tutto l'allievo:
prima dell'aiuto in inglese ripasserei un po' l'italiano, ma su questa cosa sono suscettibile, si sa. Comunque: - "aiuto" e' un sostantivo maschile singolare preceduto dall'articolo indeterminativo "un". Quindi che diavolo c'entra l'apostrofo????
E ancora: quante volte ci sarai stato da Mc? Tante mi sa, vero? E guardarsi un po' intorno, vedere come sono fatte e scritte le cose? Troppo difficile? Si scrive McDonalds, come buona parte dei cognomi di origine scozzese.

Il professore poi... un altro mito:
ma si dicono certe cose agli allievi? Meglio dire loro direttamente che se arrivano tardi tanto vale andare in bisca o in sala giochi tanto lo scuola non ti tiene con se'. Ma stiamo scherzando? E poi: giocare alla play station? Cioe' uno dei ragazzi fa la consolle e l'altro il controller??? Oppure si voleva forse dire: "giocare con la play station"?

Fede

 
posted by Federica at 7:46 AM | 0 comments
Friday, October 12, 2007

"Le nostre idee faranno scuola".

E' lo striscione che apre il corteo degli studenti per la manifestazione nazionale che si tiene oggi a Roma, organizzata da alcune sigle degli studenti..."

Preso dal sito di Repubblica.


Ma allora andate a studiare che la maggioranza di voi e' di un'ignoranza spaventosa!!!!



 
posted by Federica at 3:03 AM | 0 comments