Tuesday, October 20, 2009
Quando la politica comincia ad entrare nei tuoi sogni, significa che siamo alla frutta.
Siamo... sono... loro, the others, i politici alla frutta. A me una porzione di uomini di stato sciroppati grazie!

Sara' che dopo 15 anni di politica al "polpettone e patate al forno" ci siamo un po' rotti?!

Oh, sia chiaro che la politica fa parte di me da sempre (facevo il liceo quando m'e' scoppiata la passione. Ma drogarsi come fanno tutti no!?).
Mi sento cittadina italiana e sia come tale che come persona penso che 'sti politici hanno veramente toccato il fondo.

Ecco, il sogno sarebbe che fossero in grado di parlare dialogando, magari ribattendo fatti a fatti invece di riproporci "chiacchiere e portafoglio, solo chiacchiere e portafoglio".

Ormai quando li si sente parlare nei programmi dedicati (pochi, troppo pochi e quelli che ci sono li vogliono pure chiudere... ma del resto se voi poteste mettere a tacere insopportabili critiche, non lo fareste!? ), si conoscono gia' tutte le frasi fatte, i modi di dire, quelli di mentire e di "buttarla in caciara".
Ve lo dico col cuore: "M'avete rotto!"
Basta con i BLA BLA BLA per il popolo!

Cosi' anche io ho scoperto di seguire un'utopia: la mia e' quella di avere una classe politica seria.

Finita la premessa siamo giunti alla confessione: ebbene si' ho sognato Fini e D'Alema.
Ahime', proprio Fini e D'Alema.

Nel sogno io e mio marito stavamo aiutando la nostra cara amica Giulia ad organizzare una cena di beneficenza. Accompagnando Marco a comprare un bel vestito per l'occasione, incontriamo Fini il quale, gentile come sempre, si permette di suggerirci la cravatta migliore da abbinare al completo.
Appena Gianfranco si allontana subito dico a Marco: "Lui ne capisce di cravatte, segui il suo consiglio!"
Ed in effetti dobbiamo dare a Cesare cio' che e' di Cesare e a Gianfranco le sue cravatte.

Ora che abbiamo i vestiti, dobbiamo trovare il locale. Optiamo per un sobrio ritrovo per motociclisti. In fondo mi sono sempre piaciute le Harley-Davidson.

Il locale e' strapieno e dobbiamo sbrigarci a fare l'invito per la cena a Massimo e Gianfranco. Prima, per ricambiare la cortesia, lo chiediamo a Fin, resta sempre il nostro buon Presidente della Camera. D'Alema sembra offendersi.
(MASSIMOOOOO NON E' COLPA MIA! PARLA COL MIO INCONSCIOOOO!)
Mi faccio passare l'ingiusto senso di colpa e invito anche lui, facendogli vedere che lui non e' affatto un ripiego - il suo nome e' scritto sulla lista degli invitati - ma solo non e' il presidente della Camera.

Vabbe', poi mi son svegliata.
Che notte pesante! ;-)


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Perche' siccome sono una precisa..... ho trovato questa foto e non posso esimermi dal pubblicarla. Credo renda bene l'idea sulle cravatte....



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E ora per par condicio una foto del mitico:



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Ops! Ho sbagliato la foto doveva essere di Massimo :-) :